giovedì 2 dicembre 2021

"Il Natale che vorrei" - 2 Dicembre 2021

 





For Christmas I wish … 

 

… that all families would celebrate thy special day together!

 

… my desire is to help all poor children and I would like GTA 4!

 

… everyone is fine and this damn covid ends!

 

… that all the peopleoid nice and have a nice Christmas!

 

… peace in the world!

 

… that this covid ends and all children who are sick in the hospital can be well.

 

… world peace, that the covid ends and that there are no more problems.

 

… covid to end and all people’s problems and despair to vanish.

 

… I want all people to be healthy at all times.

 

… my family is fine.

 

For Christmas I would like ...

 

… my desire is to help of world!

 

... to hug my grandmother and bring a lot of joy...and I want my mum to give me a DOG!

 

Merry Christmas

 

Classe I C, plesso Pascoli

mercoledì 1 dicembre 2021

"Il Natale che vorrei" - 1 Dicembre 2021


  

 Caro Babbo Natale,

lo sai cosa ti chiediamo quest’anno in dono? Non portarci giochi, dolci, caramelle ma … sorrisi! Si, hai capito bene. Regalaci la spensieratezza di chi inizia il nuovo giorno con il sorriso e che saluta tutti condividendo il suo “Buongiorno” senza urlare, arrivando a tutti i cuori non per la forza ma per il suo grande amore. 

Regalaci un Natale pieno di gioia e felicità, con la possibilità di poter scegliere con chi trascorrere i giorni di festa, condividendo con famiglia e amici i momenti più gioiosi… regalaci gli abbracci, quelli che il Covid ci ha portato via!

Per Natale vorremmo che non ci fossero più discriminazioni, che non esistesse più la parola odio e che tutte le persone in difficoltà venissero aiutate. Regalaci un mondo senza inquinamento, dove gli alberi sono forti e rigogliosi e gli animali non vengono abbandonati. Ti chiediamo di sentirci più sereni, fai sparire il male, sia quello reale che quello virtuale, fa che il cuore di tutti gli uomini diventi gentile e sensibile, libera le persone dalle abitudini nocive e porta invece il sorriso sul volto di ognuno.

Sappiamo che è difficile ma, se puoi, per Natale regalaci la felicità.


Classe I E, plesso Pascoli


lunedì 19 aprile 2021

                                                                  #700DANTE

LUOGHI, PERSONAGGI, PAROLE

Continuando il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi campani presenti nell’opera dantesca, ci ritroviamo nel secondo regno dell’Oltretomba: il Purgatorio. Qui, precisamente nel terzo canto, viene citata la città di Benevento, scenario della famosa battaglia tra fra Carlo I d'Angiò e Manfredi di Svevia, battaglia che segnò il tramonto della potenza sveva in Italia e l'inizio del predominio angioino al sud. Manfredi si era portato da Capua a Benevento, facendo avanzare l'esercito. Una parte dei suoi cavalieri, sotto la guida dei conti di Caserta e di Acerra, abbandonò il campo venendo meno alla fede giurata; Manfredi cadde valorosamente durante il combattimento.

 


                                                  Battaglia di Benevento (26 febbraio 1266)

 

 

Purgatorio, Canto III, VV. 112-129

 

    Poi sorridendo disse: Io son Manfredi                                 112

    nipote di Gostanza imperatrice;

    und’io ti prego che, quando tu riedi,

    vadi a mia fillia bella, genitrice                                            115

    dell’onor di Cicilia e di Ragona,

    e dichi a lei il ver, s’altro si dice.

    Poscia ch’io ebbi rotta la persona                                         118

    di du’ punte mortali, io mi rendei

    piangendo a Quei che volontier perdona.

    Orribil furon li peccati miei;                                                 121

    ma la Bontà infinita à sì gran braccia,

    che prende ciò che si rivolge a lei.

    Se il Pastor di Cosenza, che a la caccia                                 124

    di me fu messo per Clemente, allora

    avesse in Dio ben letta questa faccia,

    l’ossa del corpo mio sariano ancora                                       127

    in co del ponte, presso a Benevento,

    sotto la guardia della grave mora.

 

Purgatorio, Canto III (Dante incontra Manfredi di Svevia)

 

 

PARAFRASI

Proseguì quindi sorridendo: “Io sono Manfredi, nipote dell’imperatrice Costanza; e perciò ti prego, quando tornerai nel mondo dei vivi, di andare dalla mia bella figlia, madre dei due re di Sicilia e di Aragona, a raccontarle la mia vera storia, se viene raccontata un’altra versione.

Dopo che il mio corpo subì queste due ferite mortali, io affidai la mia anima, piangendo per il pentimento, a Dio, lui che è sempre disposto a perdonare.

I peccati che commisi in vita furono orribili; ma l’infinità bontà di Dio ha delle braccia tanto larghe che abbraccia chiunque si rivolga a lei, perdona chiunque si penta realmente.

Se il vescovo di Cosenza, che fu mandato in cerca del mio corpo da papa Clemente dopo la mia morte, avesse ben compreso questo aspetto di Dio, le ossa del mio corpo si troverebbero ancora all’estremità del ponte presso Benevento, custodite dal quel pesante mucchio di pietre che le ricopriva.

 


Benevento

 

Nel corso del canto III Dante utilizza un termine che ha assunto significati diversi col passare dei secoli: contumacia.

Sapete qual è il significato di tale termine ai tempi di Dante? Esso indicava la disubbidienza che nasce dalla superbia: specificamente, il non piegarsi, nonostante la gravità della scomunica, all'autorità della Chiesa.

Oggigiorno, invece, questo termine assume un nuovo significato ed è impiegato in ambito giuridico. Esso, infatti, nel diritto penale, indica l’astensione dell’imputato, citato in giudizio, dal comparire al dibattimento processuale.

 

Link sitografici di riferimento:

https://divinacommedia.weebly.com

https://it.pearson.com/aree-disciplinari/italiano/dante-alighieri-700.html#occhi

https://www.treccani.it/vocabolario.it

 

mercoledì 24 marzo 2021

 

#700DANTE

LUOGHI, PERSONAGGI, PAROLE

 

Quali luoghi reali si incontrano nella Divina Commedia? Riconosciamo personaggi storici? E quali sono i vocaboli della lingua italiana coniati da Dante e arrivati fino ai giorni nostri? Ve li presentiamo nel nostro percorso digitale per celebrare insieme i 700 anni dell'anniversario della morte di Dante.

Oggi iniziamo dal Canto I dell’Inferno. In esso si descrive la “selva oscura”. Luogo molto vicino a noi. Sapevate che la selva oscura dove si ritrovò Dante era il bosco che circonda il lago d’Averno? Esattamente! L’ingresso all’Ade si trova nei Campi Flegrei e non lo sostenevano solo i Greci, lo confermò anche Galileo Galilei dopo attenti calcoli matematici

Inferno, Canto I, VV. 1-12

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.                                           3

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!                                      6

Tant’è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.                                9

Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,
tant’era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.    

 

Parafrasi

A metà del percorso della vita umana (all'età di 35 anni), mi ritrovai per una oscura foresta, poiché avevo smarrito la giusta strada.

Ahimè, è difficile descrivere com'era quella foresta, selvaggia, inestricabile e tremenda, tale che al solo pensiero fa tornare la paura.

È così spaventosa che la morte lo è poco di più: ma per descrivere il bene che vi trovai dentro, dirò quali altre cose ho visto in essa.

Non sono in grado di spiegare come vi sia entrato, tanto ero pieno di sonno nel momento in cui lasciai la giusta strada.    

 



Chi accompagnerà Dante in un viaggio così pericoloso? Non poteva che essere Virgilio, il poeta latino che rappresenta la luce della Ragione umana, colui che guida gli uomini al bene. Ancora una volta sentiamo vicino il legame con il territorio campano. Infatti, la tomba del sommo poeta è custodita nel parco che prende il suo nome alle pendici orientali del promontorio di Posillipo: il parco Virgiliano di Napoli.

Versi 61 - 69

Mentre ch’i’ rovinava in basso loco,
dinanzi agli occhi mi si fu offerto
chi per lungo silenzio parea fioco.                                  63

Quando vidi costui nel gran diserto,

«Miserere di me,» gridai a lui,
«qual che tu sii, od ombra od omo certo!»                   66

Rispuosemi: «Non omo, omo già fui,
e li parenti miei furon lombardi,
mantoani per patria ambedui.  

Parafrasi

Mentre io scivolavo a valle, verso la foresta, apparve davanti ai miei occhi qualcuno che non riuscivo a vedere bene per la penombra.

Quando vidi costui nel luogo deserto, gli gridai: «Abbi pietà di me, chiunque tu sia, un'anima o un uomo in carne e ossa!»

Mi rispose: «No, non sono un uomo, lo sono già stato, e i miei genitori furono della Lombardia, entrambi nativi di Mantova.
  


Qual è uno dei vocaboli tutti danteschi di questo canto? Lonza. Dante nella Commedia indica con questo termine la prima fiera che gli va incontro nella selva oscura, considerata simbolo del vizio della lussuria e identificata dai commentatori di volta in volta con la lince, il ghepardo o il leopardo, come pare più probabile data la pelle coperta di macchie. Anche la lonza che indica il taglio di carne che compriamo oggi dal macellaio o dal salumiere è parola usata da Dante in una delle sue Rime.

 

Versi 31 – 36

Ed ecco, quasi al cominciar de l’erta,
una lonza leggiera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;                                     33

e non mi si partia dinanzi al volto,
anzi ’mpediva tanto il mio cammino,
ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto.                                   36

Parafrasi

Ed ecco che apparve, quasi all'inizio della salita, una lonza snella e molto agile, ricoperta di pelo maculato;

e non si allontanava di fronte a me, anzi, impediva a tal punto il mio cammino che io pensai più volte di tornare indietro.


 

Se vi è piaciuto il nostro lavoro e volete approfondire autonomamente potete leggere e commentare i nostri lavori sul blog “La voce agli studenti”

Link sitografici di riferimento:

https://divinacommedia.weebly.com

https://it.pearson.com/aree-disciplinari/italiano/dante-alighieri-700.html#occhi

 

mercoledì 10 marzo 2021

Giornata internazionale dei diritti delle donne

 




In occasione dell’8 marzo, giorno in cui si riflette sulla parità di genere e si esalta particolarmente la figura femminile, ci sentiamo in dovere di porgere i ringraziamenti ad alcune donne che hanno fatto parte della nostra vita da sempre, alcune che lo sono entrate in un secondo momento e a quelle che non abbiamo avuto la possibilità e la fortuna di sentire parlare di loro quando erano ancora in vita, ma grazie a ciò che hanno fatto sono meritevoli di essere ricordate e ringraziate.

Ringraziamo le nostre nonne e le nostre zie per essersi sempre prese cura di noi e le nostre mamme, che oltre ad essere tale sono per noi amiche e punto di riferimento.

Ringraziamo le nostre professoresse, perché si comportano come mamme con tutti noi alunni ed oltre ad insegnarci le loro materie con amore, ci insegnano molte cose riguardo alla vita.

Ringraziamo le nostre amiche, per essere sempre presenti ed attive nella nostra vita

Ed infine ringraziamo tutte le donne famose come Rita Levi Montalcini, Coco Chanel e molte altre per aver combattuto per le donne e per aver rivoluzionato la storia.

“Le donne” della III B