domenica 13 novembre 2022

La gentilezza, l’amicizia e la capacità di chiedere scusa

 



In classe abbiamo lavorato sulla gestione del conflitto e della rabbia, a partire dalla lettura dell’albo illustrato “Scusa”, di B. Timms e S. Julian, edito da Sassi Junior.

Abbiamo capito che gli amici sono essenziali nella nostra vita, però …


“Quando si è amici non si è uguali

c’è chi è bravo e chi combina guai,

ma sempre fedeli si resta

ed è questa un’amicizia onesta!”


E’ per questo che dobbiamo anche imparare a chiedere scusa nel modo giusto quando si verificano delle incomprensioni perchè …


“Chiedere scusa

è difficile come curare il veleno di una medusa.

Ma quando si dice con consapevolezza,

se ne va via la tristezza

e quello che resta

è un grande amico

in seguito ad un atto di gentilezza”.


Classe II B


lunedì 2 maggio 2022

Ad ognuno il suo talento

 


In un villaggio lontano viveva un re che aveva molte pretese nei confronti dei suoi sudditi.
Egli aveva un servo che svolgeva ogni tipo di attività, ma non tutte gli riuscivano al meglio. Il re passava giorno e notte a pensare come mai il servo non riuscisse a svolgere bene alcune attività che gli erano state assegnate. Il giorno seguente continuava ad insistere, e talvolta infierire, contro il pover’uomo che si sentiva mortificato, ma in alcuni settori proprio non riusciva.
Ad esempio era un ottimo giardiniere, ma incapace a preparare dolci. Il re capì che non tutte le attività dovevano essere assegnate ad un singolo servo. Il sovrano decise di indire una selezione per scegliere la persona più adatta a svolgere un determinato compito.Tutti potevano partecipare a questa selezione. Molte persone aderirono a questa selezione indetta dal re.
Tutti dovevano affrontare delle prove come ad esempio cucinare, pulire e intrattenere il re. Queste prove si sarebbero concluse con un vincitore per ogni ruolo da svolgere. Il re alla fine di queste prove capì che ognuno di noi ha un dono in un determinato settore. Questo dono consiste nella bravura a svolgere un determinato compito. Ci sono persone che sono abili in cucina, altre che invece sono portate nello sport, altre brave a far ridere la gente. Potremmo continuare per ora, l’impegno e l’esercizio ci può portare a fare tutto in maniera dignitosa, ma il vero dono viene chiamato talento che, insieme alla passione, ci può portare a fare grandi cose. E tu? Sai qual è il tuo talento?

Classe II A

giovedì 28 aprile 2022

Il biscotto bruciato



Quando ero piccolo, a mia mamma piaceva preparare come cena ciò che solitamente si mangia a colazione.  Quella sera, una lunga e dura giornata di lavoro, mia mamma mise davanti a mio padre un piatto di uova,  salsiccia e biscotti estremamente bruciati. 
Io aspettavo in silenzio per vedere se qualcuno se ne fosse  accorto! Mio padre prese il suo biscotto, sorrise a mia madre e mi chiese com'era andata la mia giornata a  scuola. Non ricordo cosa gli ho detto, ma ricordo benissimo di averlo visto spalmare burro e marmellata su quel  brutto biscotto bruciato. Mangiò ogni boccone senza scomporsi e senza pronunciare una parola al  riguardo! Quando mi alzai dal tavolo quella sera, mia madre si scusò con mio padre per aver bruciato  i biscotti, e non dimenticherò mai quello che rispose mio padre: “Tesoro, adoro i biscotti bruciati di tanto in  tanto!
Più tardi quella sera andai a dare il bacio della buonanotte a papà e gli chiesi se gli piacevano davvero i suoi  biscotti bruciati. Mi abbracciò e mi disse: “Tua mamma ha passato una dura giornata di lavoro oggi ed è  davvero stanca, e poi un biscotto bruciato non ha mai fatto male a nessuno!
Quando sono cresciuto, ci ho  pensato molte volte. La vita è piena di cose imperfette e persone imperfette. Non sono il migliore in quasi  nulla, e dimentico compleanni e anniversari proprio come tutti gli altri. Ma quello che ho capito nel  corso degli anni è che imparare ad accettare i difetti e scegliere di celebrare le differenze è una delle chiavi  più importanti per creare una relazione sana, in crescita e duratura. Questa è la mia preghiera per te oggi:  che imparerai a prendere le parti buone, cattive e brutte della tua vita e metterle da parte. Potremmo  estenderlo a qualsiasi relazione. In effetti, la comprensione è la base di ogni relazione, che si tratti di  marito-moglie o genitore-figlio o amicizia. Non mettere la chiave della tua felicità nella tasca di qualcun altro, tienila nella tua. Quindi, per favore, passami un biscotto e sì, quello bruciato andrà bene. Sii più  gentile del necessario perché tutti quelli che incontri stanno combattendo un qualche tipo di battaglia.


lunedì 18 aprile 2022

Il potere dei sogni



Quanto potere possono avere i sogni? Lo scopriamo nella novella dell’ottava giornata.
Giulia era una ragazza che amava la danza classica, passava ore ed ore a vedere video di famose ballerine che danzano come farfalle ma questo sogno si scontrava sempre con le sue realtà, quelle troppo pesanti: i suoi chili di troppo e una madre troppo ingombrante che cercava di proteggerla da quel sogno. 
Un pomeriggio decise di provare ad entrare in una scuola di danza per chiedere delle informazioni, anche se sapeva già come sarebbe finita, ed ebbe ragione.
Giulia disse: “Salve, vorrei iscrivermi al corso di danza classica”
Insegnante: “Mi dispiace, non sei idonea”
Giulia: “Ok, grazie lo stesso, arrivederci!”
Quelle parole rimbombavano nella mente di Giulia ed erano pesanti come macigni. Tornò a casa, si buttò sul letto e si addormentò con gli occhi gonfi di lacrime e quelle parole che risuonavano continuamente nella testa.  Tuttavia furono proprio quelle parole a farle fare il sogno più bello che avesse mai fatto: sognò  di essere una ballerina in un teatro famoso e danzava davanti a tutti, con i suoi movimenti eleganti, leggeri e belli, mentre gli spettatori continuavano ad applaudirla. Quel sogno, però, durò poco e quando si risvegliò tutto ritornò alla normalità.
Corse giù in lacrime dalla madre che appena la vide le chiese: “Giulia, cos’hai?” E la ragazza rispose: “Perchè proprio a me? Perchè non mi hai fatta più magra?”
E la madre: “Ognuno di noi è perfetto a modo suo, abbiamo tutti i nostri difetti, e alcuni di essi si possono anche correggere se si vuole, naturalmente solo per se stessi e mai per piacere agli altri"
Giulia: “In che senso?” “Devi rinascere!” rispose la madre.
Giulia riflettè molto su quelle parole, così capì che doveva essere prima lei a voler cambiare. E così da quel giorno la sua vita cambiò. Cercò di modificare la sua alimentazione inserendo cibi sani, decise anche di allenarsi e qualche volta andare a fare delle passeggiate con le sue amiche.
Passarono un paio di mesi, fino a quando non si fece coraggio e rientrò in quella scuola in cui era stata rifiutata. “Salve, vorrei iscrivermi al corso di danza classica”.
L'insegnante la osservò a lungo e la riconobbe. “Certo, puoi iniziare anche domani”.
Giulia passava ore in quella sala da ballo, tornava a casa esausta, ma felice. Stava lì e provava, provava ma il suo sogno non si era avverato del tutto.
Un giorno la sua insegnante le chiese se avesse voluto partecipare ad un concorso fuori città, il premio sarebbe stato esibirsi con un ballerino famoso in uno spettacolo molto importante. Giulia, senza esitare un attimo, accettò.
La mattina della partenza venne a prenderla la sua insegnante. Giulia salutò la madre con le lacrime di felicità ma allo stesso tempo con una certa preoccupazione in viso.
“Giulia, comunque andrà, tu la tua vittoria l’hai avuta” cercò di rassicurarla la madre.
Giulia: “Non ancora, mamma!” E andò via.
Quando arrivò il momento dell’esibizione al provino, le gambe tremavano, aveva paura, ma nella sua mente iniziavano a scorrere le immagini di ciò che aveva passato: il dolore, la fatica in quella sala, e improvvisamente tutta la paura scomparve. Salì su quel palco e iniziò a ballare con movimenti belli, eleganti e perfetti. I giudici rimasero senza parole.
Passarono due settimane da quando aveva partecipato al provino e oramai tutta la sua speranza era svanita, fin quando sua madre non le portò una lettera.
“Giulia, c’è una lettera per te” le disse.
“Per me? Chi la manda?”
“Il teatro dove ti sei esibita”
“Aprila tu, io non ho il coraggio”
La madre esitò un po’ all'inizio, ma poi l’aprì: tra cento ragazze fu scelta lei, quella era la sua vittoria!
Giulia da quell'esperienza capì che a volte i sogni restano tali solo se non si seguono; quando si decide di inseguirli e farli avverare, ci si rende conto che da svegli sono ancora più belli!
 
Classe II C
 

Amicizia solidale



Samuele, un ragazzino di quindici anni, veniva da una famiglia molto povera, infatti viveva in una casa che gli era stata donata dal Comune. Non indossava abiti firmati, non aveva uno zaino alla moda, aveva una bicicletta e in più andava a scuola a piedi anche quando pioveva. Aveva pochissimi amici ed era spesso preso in giro per il suo modo di vestire. Il ragazzino, cercava in tutti i modi di farsi apprezzare dagli altri, grazie alla sua simpatia e alla sua intelligenza; non perdeva occasione per fare qualche battuta ed era sempre disponibile ad aiutare gli amici che non erano bravi a scuola. 

Alcuni ragazzi, approfittavano della sua disponibilità, ma non lo invitavano mai né per una partita di calcio né per una semplice passeggiata. Un giorno, Samuele ricevette una visita inaspettata. Quando aprì la porta, si trovò davanti Francesco, un ragazzo di buona famiglia. Tutti furono meravigliati nel vederlo e per qualche istante restarono senza parole. Francesco, subito iniziò a parlare, mettendo tutti a proprio agio. Egli aveva con sé delle buste piene di abiti nuovi, scarpe firmate e uno zaino nuovo per la scuola. 

Dopo un po', invitò Samuele a prepararsi per andare a fare un giro insieme. Gli fece conoscere tutti i ragazzi del suo gruppo che però inizialmente non presero bene questa cosa. Nei giorni seguenti, Francesco, anche a costo di mettersi contro i propri amici, fece di tutto per far accettare nel gruppo anche Samuele. Francesco disse che non era giusto escludere un ragazzo solo per la sua posizione sociale o per il suo modo di vestire ma era giusto apprezzarlo per la sua simpatia e generosità. Da quel giorno, Samuele venne accettato dal gruppo e iniziò finalmente ad uscire e a divertirsi. 


Classe II E


domenica 3 aprile 2022

Felicità e piccoli gesti

Era giunto un nuovo giorno e quindi il momento di raccontare una nuova novella. “L’argomento della novella di oggi sarà la felicità!”, disse la regina del giorno e pian piano tutti raccontarono la propria storia, prima fra tutti il saggio Giovanni.

Matilda era una giovane ragazza che viveva in un piccolo paese e, nonostante la vita non fosse per lei facile, un sorriso era sempre stampato sul suo volto.

La sua situazione familiare non era felice, apparteneva ad una famiglia povera costretta a soffrire per sopravvivere.

Appena rientrata a casa, Matilda venne rimproverata dalla madre: “È mai possibile che hai dimenticato di nuovo le pere? La prossima volta ci mando tuo fratello più piccolo a fare la spesa che di sicuro è più bravo di te!”

“Hai ragione, mamma, ora le vado a comprare”. Matilda dava sempre ragione ai genitori perché sapeva che non pensavano davvero che lei fosse inutile e che era solo la situazione a portarli ad innervosirsi, ragion per cui non dava molto peso alle loro parole anche se ci rimaneva male. In cuor suo sperava che le cose potessero migliorare.

A quel punto, arrivata dal fruttivendolo, chiese subito: “Scusate, avete delle pere? Prima ho dimenticato di prenderle”.

Il fruttivendolo le rispose: “Oh, mi dispiace, ho appena dato le ultime ad una signora però, se volete, potete passare domani, sicuramente le avrò”

“Ah vabbè, non fa niente, non si preoccupi, andrò da qualcun altro”

Matilda girò per ore ed ore ma nessuno che avesse pere; “come poteva essere possibile?”, si chiedeva tra sè e sé. Fu quindi costretta a tornare a casa senza pere ed era pronta alla ramanzina della madre. Fece il giro lungo per tornare più tardi in modo da prendere un po' di tempo. Quando tornò vide il fratellino sulla porta, aveva un sacchetto in mano e, appena la vide, glielo consegnò dicendo: “Tieni, sorellona! Così la mamma non ti sgrida”. Matilda aprì in fretta il sacchetto. Incredibile!! Dentro c’erano le pere!! La fanciulla era contentissima perché la mamma non l’avrebbe sgridata, si avvicinò al suo fratellino, lo abbracciò e gli sussurrò all’orecchio: “Grazie, non lo dimenticherò”. A quel punto, tenendo il fratellino in braccio entrò in casa e disse a gran voce: “Ecco qui, mamma, le pere che mi avevi chiesto!”

Quel giorno Matilda fu molto contenta.

A volte la felicità non dipende da grandi cose ma da piccoli gesti quotidiani, anche se apparentemente insignificanti!


Classe II C, plesso Pascoli


giovedì 31 marzo 2022

AMICIZIA E DIVERSITÀ




Aurora e Arianna erano due sorelle gemelle che avevano, a differenza del loro aspetto esteriore, due caratteri molto differenti fra di loro!

Arianna era socievole, solare, simpatica, comprensiva e proprio grazie al suo carattere aveva tanti amici.

Aurora, invece, era sempre chiusa in sé stessa e pur di dire la sua opinione non rispettava quella altrui; proprio per quest’ultimo motivo, a volte, poteva risultare non poco scontrosa.

Aurora era molto invidiosa del carattere e dei modi di fare della sorella, ma Arianna non se ne vantava, anzi, cercava di comprendere la causa che aveva portato alla formazione del carattere così particolare della sorella.

Così, una notte, Arianna decise di porre fine alla perenne solitudine della sorella, nonostante avessero litigato pesantemente, e si intrufolò in camera sua mettendosi a sbirciare fra le sue cose.

Poco dopo trovò un diario sul quale c’era scritto: “DIARIO SEGRETO DI AURORA: NON APRIRE!!” ma, nonostante ci fosse scritto di non aprirlo, Arianna lo aprì e sfogliandolo trovò delle cose che non si sarebbe mai aspettata di trovare, ad esempio nella pagina del 21/05 c’era scritto: “Oggi è la mia giornata, perchè oggi è la giornata della diversità e io mi sento diversa, o meglio, lo sono anche se faccio fatica ad accettarlo a causa del mio viso che per metà è ricoperto da un’enorme cicatrice”.

Arianna scoppiò in lacrime perchè aveva da sempre avuto la soluzione sotto i suoi occhi ma non era mai riuscita a comprendere il dolore della sorella, perchè sì, quello era l’unico particolare che le distingueva esteriormente.

La mattina seguente, ignara di quello che fosse successo la notte precedente, Aurora si alzò per fare colazione e quando si sedette al tavolo per mangiare sua sorella le diede un caloroso abbraccio da dietro.

Insospettita da questa sua azione, data la mancanza di affetto tra le due negli ultimi periodi, Aurora le chiese il motivo e perchè l’avesse fatto, quindi Arianna le spiegò tutto ciò che aveva fatto la notte precedente e le disse che non aveva nulla da temere, soprattutto non doveva temere del giudizio altrui; dopo aver ascoltato la spiegazione e le parole della sorella Aurora abbracciò Arianna e in quello stesso giorno Arianna fece conoscere a sua sorella tutti i suoi amici, perchè Aurora iniziò ad accettarsi di più e a tenere meno a conto il giudizio degli altri proprio come le consigliò di fare la sorella.

La diversità deve essere vissuta come una ricchezza e non come una limitazione. La famiglia e gli amici sono un valido supporto affinché si possa verificare la vera inclusione.

Classe II E


giovedì 24 marzo 2022

La tentazione dei golosi

 



Carletto, detto anche Golosetto incontrò dopo tanti anni il suo grande amico Samuel.

Non si vedevano dai tempi della scuola alberghiera, luogo dove si erano conosciuti condividendo la loro grande passione: l’amore per i dolci!

C’era una piccola differenza però: Samuel era diventato lo chef più bravo del mondo, i suoi dolci avevano fama internazionale ed era conosciuto ovunque per i suoi straordinari bignè alla crema. Carletto, più birichino, continuava ad avere la stessa passione, ma aveva smesso di cucinarli … si divertiva solo a mangiarli!

“Come mai ritorni a Macerata Campania?” Chiese Carletto a Samuel.

“Sai bene che non dimentico mai le mie origini. Il paese è in fermento per la ripresa della festa di Sant’Antonio – sospesa per due anni a causa del Covid – e mi hanno chiesto di preparare un carro intero tutto decorato con i miei bignè alla crema”. Rispose Samuel.

Il suo tono era felice, ma anche preoccupato, non doveva essere un’impresa semplice e soprattutto i tempi erano davvero brevi. Così Carletto, in ricordo dei vecchi tempi trascorsi insieme e in virtù della passione per i carri che ogni maceratese condivide, si offrì di aiutarlo.

Samuel accettò con piacere la proposta e si diedero appuntamento per il giorno seguente alle ore 7:30. Il progetto era già pronto, il carro già predisposto nel portone e per le 15:00 tutto doveva essere pronto.

“Sarò di grande aiuto, te lo prometto!” – disse Carletto – “Ci vediamo domani”.

Carletto non si è mai distinto per la sua precisione. Si presentò a casa d Samuel alle ore 12:00.

“Sei sempre il solito” – sbraitò Samuel – “Se avessi aspettato te, non avremmo rispettato i tempi e la festa sarebbe saltata. I miei bignè sono già in forno. Adesso però ho un gran bisogno di riposare. Controlla tu la cottura”.

Samuel si allontanò e Carletto aveva una grande responsabilità. I bignè erano in cottura, il profumo inebriante … la crema pronta dal colore accattivante … “cosa potrà mai accadere se ne assaggio un po’?”.

Carletto, con il suo fare innocente e inconsapevole, controllò con attenzione i bignè, ma un cucchiaio per volta, finì tutta la crema! Stavolta il Golosetto l’aveva combinata davvero grossa. Al ritorno di Samuel non avrebbe avuto scusanti. Decise così di impegnarsi finalmente e, rimboccandosi le mani, rispolverò tutte le cose studiate a scuola e realizzò la migliore crema pasticcera mai preparata al mondo.

Il profumo d’arancia della crema rese i bignè migliori di prima e dal quel giorno Samuel e Golosetto divennero soci e la loro ricetta fece il giro del mondo.

La loro storia ci insegna che non bisogna essere superficiali ed egoisti. Aiutando il prossimo, arricchiamo anche noi stessi.

Classe II E

martedì 15 marzo 2022

Se vuoi la mente sana allena anche il corpo


Quanto è importante lo sport? Marco lo sapeva benissimo … o meglio, lo ha scoperto su sè stesso.

Facciamo un passo indietro. Marco e Luigi erano due ragazzi molto studiosi, ma poco interessava loro di svolgere attività fisica. I loro compagni di classe li prendevano sempre in giro, poichè non erano i più bravi nell’ora di educazione fisica. Anzi, diciamo che erano i bersagli continui delle pallonate dei bulli della classe.

Un giorno Marco arrivò a scuola carico di energia e, rivolto verso Luigi disse: “Amico mio dobbiamo cambiare. Lo sport è un’attività utile per sviluppare le capacità fisiche, fa bene alla salute e aiuta i ragazzi a migliorare anche le capacità di concentrazione”

“Cosa vuoi dire con questo” rispose Luigi - “credi che essere più sportivi possa farci diventare più bravi anche a scuola?”

Marco ne era convinto, e non perchè fosse una sua opinione, piuttosto perchè studi accreditati lo ritenevano. Dunque, da quel momento i due amici decisero di impegnarsi anche nello sport oltre che nello studio e ne trassero enormi vantaggi.

Andavano a correre tutte le mattine con i loro papà e scoprirono che quel momento oltre che attività fisica, era l’occasione per trascorrere un po’ di tempo con i genitori.

Dopo la corsa, colazione abbondante e subito scuola. A loro non è mai dispiaciuto andare a scuola, ma in questo periodo si sentivano più carichi di energia e riuscivano ad affrontare con uno spirito diverso anche i compagni di classe.

Si, anche quelli bulli, che adesso che li vedevano più energici e risoluti, prima di prenderli in giro ci pensavano due volte.

L’anno trascorse velocemente, sia Marco che Luigi conseguirono il diploma con ottimi voti e Marco non aveva altra constatazione da fare se non citando i latini “mens sana in corpore sano”.

Classe II E


mercoledì 9 marzo 2022

La fiamma dell’amore

 


C'era una volta un re, che dopo vent'anni di felicità coniugale s'andava tristemente disamorando della propria regina. Col cuore in pezzi, la vedeva perdere di giorno in giorno il fascino che lo aveva in origine ammaliato.

Il viso della regina stava diventando scialbo, appariva grigio, cupo e mesto. Gli angoli delle labbra mostravano una piega amara e delle rughe violacee le appesantivano lo sguardo spento.

Il re sentiva che un po’ alla volta si stava allontanando dalla sua donna. Il loro rapporto diventava sempre più freddo e distaccato e si andava perdendo la complicità di un tempo.

Un giorno però, uscendo dalle sue stanze, al re capitò di passare dietro alla regina mentre si acconciava la capigliatura davanti ad un grande specchio.

Quello che vide lo fece rimanere sbalordito e senza fiato! Il viso che vi aveva appena scorto risplendeva di radiosa bellezza. Quegli occhi brillavano di gioia.  Gli angoli delle labbra si rialzavano in un sorriso pieno … quel sorriso che lo aveva fatto innamorare in un solo giorno … tanti anni fa … quanti dolci ricordi!

Colto da stupore, il re si arresto e, poggiando le mani sulle spalle della regina, la fece voltare verso di lui. Che mistero! Il viso che adesso stava fissando era, come al solito, grigio, cupo e mesto. Ma come era possibile tutto ciò? Andò via senza dire nemmeno una parola, come consuetudine nell’ultimo periodo. Tuttavia la fugace illuminazione che aveva colto al mattino, seguitava ad occupare la sua mente. Dal canto suo, la regina pensava con ardore a quello slancio del marito, che da tempo non si verificava.

Il giorno seguente il re volle controllare nuovamente. Passò nello stesso punto al medesimo momento: stessa scena, uguale delusione, per entrambi i coniugi! Di nuovo, il volto che scoprì era solo una maschera di lutto e malinconia. Si allontanò ancora più inquieto del giorno precedente.

La sera, decise di convocare la regina e raccontare del disamore che si stava instaurando tra di loro, del velo di infelicità che abitualmente le copriva il volto, ma anche della  scoperta di una donna trasfigurata nel grande specchio come per due volte aveva constatato. Quel momento comunicativo fu fondamentale, mentre parlavano si resero conto degli errori che entrambi avevano compiuto nel rapporto di coppia, delle disattenzioni quotidiane da parte dell’uno e dell’altra che, nel tempo, si erano manifestate concretamente come un’illusione ottica sul volto di entrambi. Dopo una lunga conversazione, le parole furono bloccate da un passionale bacio, che da tempo non si scambiavano. La passione ritrovata fece tornare anche la bellezza fisica, perché quest’ultima si sa, è alimentata solo dalla fiamma dell’amore!

Classe II A

giovedì 3 marzo 2022

Sole e Luna e il potere dell’amicizia



Era una calda e soleggiata giornata di agosto. Luna e la sua famiglia, come ogni anno, si preparavano per andare una settimana in vacanza in Calabria. Luna era una ragazza molto solitaria, taciturna, a volte a tratti scontrosa, ma non era una cattiva ragazza, la sua era solo difficoltà a fare amicizia con gli altri. Pochi però avevano capito questo aspetto del suo carattere, e ciò la rendeva molto solitaria e malinconica.

Quest’anno però sentiva che qualcosa sarebbe cambiato. Al tramonto era solita fare lunghe passeggiate sulla spiaggia, a quell’ora si incontra poca gente ed è più facile camminare e perdersi nei propri pensieri senza essere disturbati. 

Mentre passeggiava, il suo sguardo fu attratto da un gabbiano che volava alto nel cielo … stesso interesse di chi le veniva di fronte. Il risultato? Fu un vero e proprio scontro frontale - per fortuna senza danni - con un’altra ragazza!

“Perdonami, non ti avevo visto! Stavo guardando quel gabbiano. Hai visto che grande? Hai visto che bello? Ma immagini quanto sarebbe bello volare? Arrivare ad un passo dal Sole? Magari fare vacanze estive sul Sole e quelle invernali sulla Luna? Ah … comunque piacere” - le tende la mano - “Io mi chiamo Sole”.

Luna rimase basita! Quella ragazza era un vulcano di energia. Un modalità che lei non condivideva, ma che in quella ragazza non le dava fastidio. Riuscì solo a ritrarre la sua mano e dire “Luna”.

“Luna? Cioè tu ti chiami Luna ed io Sole? Ma è una cosa fantastica! Non trovi? Non potevamo non incontrarci!”

Da quel giorno iniziarono a conoscersi e scoprirono di avere tanti interessi in comune.

Trascorrevano tutte le giornate insieme, giocavano a dama, facevano acrobazie, ballavano, cantavano, giocavano a racchette e facevano gare di nuoto. 

“Quest’estate è stata speciale” disse Luna. La settimana è volata e il tuo carattere mi ha dato l’energia per affrontare tutto quello che mi aspetta a casa.

“La nostra amicizia non si esaurirà con quest’estate” disse Sole. Non abitiamo molto lontano. Chiederemo ai nostri genitori di farci incontrare anche durante l’inverno.

Anche i genitori, del resto, si resero conto di quanto quell’amicizia fosse speciale e quanto avesse fatto bene per far migliorare il carattere di entrambe le ragazze.

Da quell’estate non si separarono più, tanti furono i momenti condivisi, soprattutto le vacanze in giro per il mondo, ma mai si facevano mancare la loro settimana estiva, le lunghe passeggiate sulla spiaggia e le risate a crepapelle ripensando al “gabbiano” che ha permesso il loro incontro.

Classe II A