domenica 5 dicembre 2021

"Il Natale che Vorrei" - 5 Dicembre 2021




 Caro Babbo Natale,

tu e i tuoi amici elfi vi state preparando al grande giorno? Noi si! Abbiamo addobbato i nostri alberi di Natale e siamo pronti per riceverti. Per quest’anno non ti chiediamo i soliti regali, ma vorremmo trascorrere una giornata spensierata in famiglia, dimenticando i problemi quotidiani. Vorremmo abbracciare i parenti che abitano lontano e non vediamo da troppo tempo. Vorremmo che le guerre finissero e le persone malate guarissero, regalaci un Natale da vivere in serenità e armonia, che ci faccia sentire tutti più vicini.

Questi sono i nostri desideri, speriamo tu possa esaudirli.


Con affetto

Gli alunni della I D, plesso Pascoli


P.S. Non dimenticare il green pass!


sabato 4 dicembre 2021

"Il Natale che Vorrei"- 4 Dicembre 2021

 




Classe I A, plesso Pascoli

Caro Babbo Natale,

in questo strano periodo tu sì che sei speciale!

Siamo qui a scriverti questa lettera non per chiederti balocchi,

ma per far tornare a tutti luce negli occhi.

Di questa pandemia non ne possiamo proprio più

e ci auguriamo che almeno un po’ possa aiutarci tu!

Siamo stanchi di queste mascherine

che ci accompagnano a scuola tutte le mattine!Siamo stanchi di nascondere uno sbadiglio o un sorriso,

quando spuntano all’improvviso!

Vorremmo tanto tornare ad abbracciare e baciare

e non solo da lontano salutare.

Quanto ci manca la vita così com’era nel 2019

quando potevamo andare in ogni dove!

Caro Babbo,

insomma per Natale vorremmo che a tutti giungesse tanta serenità

e che del passato e del presente sia più bello quel che verrà!


venerdì 3 dicembre 2021

"Il Natale che Vorrei"- 3 Dicembre 2021




Caro Babbo Natale,

quest’anno vorremmo chiederti una cosa diversa dal solito, non ci occorre nulla di materiale, vorremmo tanto far arrivare nelle case i valori importanti della vita: amore, gioia, affetto e salute.

Purtroppo sono due anni che conviviamo con questa pandemia, molte famiglie sono state colpite direttamente ed hanno perso i loro cari. Per lungo tempo siamo stati costretti a rinunciare a tante cose come una pizza in famiglia, l’abbraccio dei nonni, le uscite con i cugini e la scuola in presenza … abbiamo vissuto questa “sottospecie” di scuola che si chiama DAD. Come sarà questo Natale? Lo vorremmo come i vecchi tempi: grandi tavolate, riunioni di famiglia, attese e speranze per l’anno nuovo: un mondo felice, dove la spensieratezza è data dallo stare insieme.

Nel Natale dei nostri sogni nessuno dovrebbe indossare più la mascherina, così tutti finalmente potranno mostrare i propri sorrisi. Ecco … questo è il regalo più bello, un sorriso per tutti quelli che non lo hanno, che si sentono tristi, ai bambini poveri e alle persone bisognose. Non vogliamo regali per noi, ma la felicità di chi ci circonda.

Vorremmo dimenticare il 2021, un anno sospeso nella vita di tutti, e guardare l’anno nuovo con speranza e ottimismo!

Con affetto

Gli alunni della II A, plesso Pascoli



P.S. Come sempre troverai al tuo arrivo biscotti e latte per te e carote per la tua renna Rudolph … Buon lavoro!


giovedì 2 dicembre 2021

"Il Natale che vorrei" - 2 Dicembre 2021

 





For Christmas I wish … 

 

… that all families would celebrate thy special day together!

 

… my desire is to help all poor children and I would like GTA 4!

 

… everyone is fine and this damn covid ends!

 

… that all the peopleoid nice and have a nice Christmas!

 

… peace in the world!

 

… that this covid ends and all children who are sick in the hospital can be well.

 

… world peace, that the covid ends and that there are no more problems.

 

… covid to end and all people’s problems and despair to vanish.

 

… I want all people to be healthy at all times.

 

… my family is fine.

 

For Christmas I would like ...

 

… my desire is to help of world!

 

... to hug my grandmother and bring a lot of joy...and I want my mum to give me a DOG!

 

Merry Christmas

 

Classe I C, plesso Pascoli

mercoledì 1 dicembre 2021

"Il Natale che vorrei" - 1 Dicembre 2021


  

 Caro Babbo Natale,

lo sai cosa ti chiediamo quest’anno in dono? Non portarci giochi, dolci, caramelle ma … sorrisi! Si, hai capito bene. Regalaci la spensieratezza di chi inizia il nuovo giorno con il sorriso e che saluta tutti condividendo il suo “Buongiorno” senza urlare, arrivando a tutti i cuori non per la forza ma per il suo grande amore. 

Regalaci un Natale pieno di gioia e felicità, con la possibilità di poter scegliere con chi trascorrere i giorni di festa, condividendo con famiglia e amici i momenti più gioiosi… regalaci gli abbracci, quelli che il Covid ci ha portato via!

Per Natale vorremmo che non ci fossero più discriminazioni, che non esistesse più la parola odio e che tutte le persone in difficoltà venissero aiutate. Regalaci un mondo senza inquinamento, dove gli alberi sono forti e rigogliosi e gli animali non vengono abbandonati. Ti chiediamo di sentirci più sereni, fai sparire il male, sia quello reale che quello virtuale, fa che il cuore di tutti gli uomini diventi gentile e sensibile, libera le persone dalle abitudini nocive e porta invece il sorriso sul volto di ognuno.

Sappiamo che è difficile ma, se puoi, per Natale regalaci la felicità.


Classe I E, plesso Pascoli


lunedì 19 aprile 2021

                                                                  #700DANTE

LUOGHI, PERSONAGGI, PAROLE

Continuando il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi campani presenti nell’opera dantesca, ci ritroviamo nel secondo regno dell’Oltretomba: il Purgatorio. Qui, precisamente nel terzo canto, viene citata la città di Benevento, scenario della famosa battaglia tra fra Carlo I d'Angiò e Manfredi di Svevia, battaglia che segnò il tramonto della potenza sveva in Italia e l'inizio del predominio angioino al sud. Manfredi si era portato da Capua a Benevento, facendo avanzare l'esercito. Una parte dei suoi cavalieri, sotto la guida dei conti di Caserta e di Acerra, abbandonò il campo venendo meno alla fede giurata; Manfredi cadde valorosamente durante il combattimento.

 


                                                  Battaglia di Benevento (26 febbraio 1266)

 

 

Purgatorio, Canto III, VV. 112-129

 

    Poi sorridendo disse: Io son Manfredi                                 112

    nipote di Gostanza imperatrice;

    und’io ti prego che, quando tu riedi,

    vadi a mia fillia bella, genitrice                                            115

    dell’onor di Cicilia e di Ragona,

    e dichi a lei il ver, s’altro si dice.

    Poscia ch’io ebbi rotta la persona                                         118

    di du’ punte mortali, io mi rendei

    piangendo a Quei che volontier perdona.

    Orribil furon li peccati miei;                                                 121

    ma la Bontà infinita à sì gran braccia,

    che prende ciò che si rivolge a lei.

    Se il Pastor di Cosenza, che a la caccia                                 124

    di me fu messo per Clemente, allora

    avesse in Dio ben letta questa faccia,

    l’ossa del corpo mio sariano ancora                                       127

    in co del ponte, presso a Benevento,

    sotto la guardia della grave mora.

 

Purgatorio, Canto III (Dante incontra Manfredi di Svevia)

 

 

PARAFRASI

Proseguì quindi sorridendo: “Io sono Manfredi, nipote dell’imperatrice Costanza; e perciò ti prego, quando tornerai nel mondo dei vivi, di andare dalla mia bella figlia, madre dei due re di Sicilia e di Aragona, a raccontarle la mia vera storia, se viene raccontata un’altra versione.

Dopo che il mio corpo subì queste due ferite mortali, io affidai la mia anima, piangendo per il pentimento, a Dio, lui che è sempre disposto a perdonare.

I peccati che commisi in vita furono orribili; ma l’infinità bontà di Dio ha delle braccia tanto larghe che abbraccia chiunque si rivolga a lei, perdona chiunque si penta realmente.

Se il vescovo di Cosenza, che fu mandato in cerca del mio corpo da papa Clemente dopo la mia morte, avesse ben compreso questo aspetto di Dio, le ossa del mio corpo si troverebbero ancora all’estremità del ponte presso Benevento, custodite dal quel pesante mucchio di pietre che le ricopriva.

 


Benevento

 

Nel corso del canto III Dante utilizza un termine che ha assunto significati diversi col passare dei secoli: contumacia.

Sapete qual è il significato di tale termine ai tempi di Dante? Esso indicava la disubbidienza che nasce dalla superbia: specificamente, il non piegarsi, nonostante la gravità della scomunica, all'autorità della Chiesa.

Oggigiorno, invece, questo termine assume un nuovo significato ed è impiegato in ambito giuridico. Esso, infatti, nel diritto penale, indica l’astensione dell’imputato, citato in giudizio, dal comparire al dibattimento processuale.

 

Link sitografici di riferimento:

https://divinacommedia.weebly.com

https://it.pearson.com/aree-disciplinari/italiano/dante-alighieri-700.html#occhi

https://www.treccani.it/vocabolario.it